(Ristampa della rivista
edita il I settembre 1901 in occasione del Cinquantenario della morte di GIACOMO CIS e dell' apertura della Strada del Ponale)
La Valle di Ledro e l’opera
di Giacomo Cis
Son cinquant'anni
che idea audace si tradusse in fatto compiuto e la nostra Valle, festeggiando
la fausta ricorrenza dell'apertura della strada di Ponale, commemora chi con
intelligente ardimento e ferrea volontà fu iniziatore e fattore principale di
tanta opera.
La Valle di
Ledro, chiusa tutta all'intorno dalla cerchia delle sue montagne, deve a Giacomo
Cis di Bezzecca il rapido sviluppo del suo commercio e il sub risveglio
economico.
Fornita di
ricchezze naturali e di energie, mancava di comunicazione; la strada mulattiera
ripida e malagevole che scende a Ponale e le onde infide del Garda rendevano
costoso, difficile e spesso impossibile il trasporto dei prodotti e delle merci
del paese.
Fu merito
principale di Giacomo Cis se le rupi superbe, che da Ponale a
Riva fiancheggiano inacessibili il Benaco, furono dome, e se la strada in esse
tagliata signoreggia il lago; attestazione mirabile dell'ardimento e della
potenza umana.
A Giacomo Cis intelligente,
laborioso e tenace, che sintetizza le qualità dei figli del nostro Trentino,
la nostra valle tributa oggi con riconoscente affetto, modesto, dovuto a
profondamente sentito omaggio.
La memoria di Lui
che fortemente volle e conseguì ciò, che per il bene del suo paese aveva
ideato, ci sia di sprone e ci riconforti nella diuturna lotta che noi trentini
combattiamo aspramente per la rivendicazione dei nostri diritti. Nella memoria
di Giacomo Cis si ritemprino le nostre energie.
Questo sarà il
migliore omaggio, che, figli non degeneri, renderemo all'opera sua grande ed
umanitaria.
LA VALLE DI LEDRO A GIACOMO
CIS
La valle di Ledro, nel distretto capitanale di Riva,
abitata da oltre 5000 persone costituite in 13 Comuni locali e in un Comune
generale, sta a cavallo della zona meridionale delle due grandi vallate del Sarca
e del Chiese. Era una necessità reclamata dal pubblico interesse, che queste
valli venissero fra loro avvicinate e si rendessero meno difficili i loro
rapporti commerciali ed il rispettivo sviluppo industriale mediante una strada
carreggiabile che è sempre mancata fino all'anno 1851.
Il primo impulso a quest'opera patriottica lo diede Giacomo
Cis, figlio di Giacomo e di Santoni Elisabetta detta Moretto da
Tiarno di Sotto, nato in Bezzecca ai 12 giugno 1782.
lì padre suo era un mulattiere e commerciava in
carbone, ed il figlio Giacomo nei suoi primi ami lo aiutava i9
questi suoi lavori. Nel salire e nello scendere per lo scosceso sentiero del
Ponale, ora guidando, ora sostenendo, ora caricando e scaricando i suoi muli,
in mezzo a quelle diuturne ed improbe fatiche, certamente allora deve avere cominciato
a meditare fra' sè sulla possibilità di ave-re una strada meno malagevole di
quella che da tanti anni erano costretti a percorrere i valligiani di Ledro per
procacciarsi il necessario vitto ed esportare quei pochi prodotti del loro
suolo.
- Non già che Giacomo
Cis fosse un individuo tanto versato negli studi da ideare la grand' opera
della nuova strada: non fece, anzi, studi di sorta; solo col suo ferreo volere
ed instancabile operosità seppe poi pian piano procacciarsi quella coltura non
comune dedicata tutta e spiegata a beneficio della valle natia.
Non soddisfatto il suo
spirito operoso nell'aiutare il padre suo nel modesto mestiere del mulattiere
e negoziante di carbone, sembrandogli troppo ristretto l'orizzonte della sua
valle, si diede in seguito a commerciare anche in granaglie, nel quale ramo e
per la sua rettitudine e l'avvedutezza sua riuscì ben presto ad aumentare il
piccolo suo capitale e ad accumulare quel vistoso patrimonio, che doveva poi
diventare tanta grazia di Dio per i suoi parenti, per il suo paese e per
l'intera valle.
Ormai Giacomo Cis non era più dunque il modesto
carbonaio e mulattiere d'una volta; la sua coltura era già in parte fatta, come
lo era la sua sostanza ed il suo nome era conosciuto oltre i ristretti confini
della sua valle.
Il giorno 20 settembre 1807 il carbonaio di Ledro
impalmava la nobile donzella Gioseffa dei conti Pompeati di Trento, la quale, benchè
non gli abbia procreato dei figli, è stata per lui la compagna fedele, il suo
conforto, il suo aiuto. Da vera donna modello volle e seppe adattarsi al
bisogni della nuova famiglia, non disdegnando di aiutare il marito nel disbrigo
delle umili bisogne del pie colo commercio dei carboni, adattandosi persino,
come da molti si ricorda, a rattoppare i miseri sacchi pel carbone.
A Giacomo Cis, lieto nelle sorti che
prospera-vano ogni dì più, felice di un connubio con una signora, in cui la
nobiltà dei sentimenti era pari a quella del lignaggio. non mancarono le
invidiuzze e le inimicizie del paese natio, tanto che egli non ebbe o non
volle mai occuparsi dell'amministrazione degli affari comunali; e forse fu un
gran bene, perché così ebbe campo di dedicare tutta la sua attività alla grande
opera che andava meditando da tanto tempo.
Fu nell'anno 1833 che,
messosi alla presidenza di un comitato stradale, persuase e spinse i Comuni a
dar mano ai lavori della costruzione della strada nell'interno della valle,
strada che doveva servire all'allacciamento fra i diversi paesi, e che
dall'anno 1838 al 1843 fu costruita in tronchi diversi a seconda del maggior
bisogno: così dal ponte di Porcile sotto Biacesa fino al confine col limitrofo Comune di Storo, per un tratto di circa 20
Km., la strada fu compiuta con la spesa di fiorini 80.000, sostenuta dai
Comuni. E qui è doveroso rilevare, che, se Giacomo Cis fu la mente che
infiammò i compaesani nell'ardito progetto, che in-fuse il fervore, che
diresse l'opera bene iniziata, anche la popolazione tutta fu da parte sua compresa
dell'alta importanza dell'opera, cui già si attendeva.
Il seguente specchietto attesta come, oltre a far
votare ai comuni la quota di concorrenza, essa contribui pure spontaneamente e
con offerte in danaro e con lavori gratuiti ad agevolare la riuscita
dell'opera, da cui si aspettava benessere e ricchezza
TIARNO SUP.
Comune F.ni 100
Famiglia
Tiboni « 148
Privati
(offerte e lavori) «
114
TIARNO di Sotto
Ferrari Giacomo fu Angelo « 200
Ferrari
Giacomo fu Giac. « 200
D.r
Degara Giuseppe « 50
Degli
Sforza D.r Antonio 50
Sartori
Bernardino « 50
Offerte
e làvori privati « 266
BEZZECCA
Giacomo Cis « 800
Muziener
(curato) « 40
Offerte
e lavori manuali « 40
LOCCA
Don Luigi Zecchini « 50
Offerte e lavori
« 12
ENGUISO
Offerte e lavori « 21
LENZUMO
Don Baldracchi « 40
Offerte e lavori « 14
PIEVE di Ledro
Bondi Martino Ambrogio « 50
Don Bortolo Spagnoli « 40
Offerte e lavori « 50
MEZZOLAGO
Offerte
e lavori « 62
MOLINA
Degara D.r Martino «
50
Offerte e lavori « 55
LEGOS
Luchini (curato) « 40
Offerte e lavori « 17
PRE
Offerte « 9
BIACESA
Offerte e lavori « 60
PREGASINA
Franzinelli (curato) « 40
Mancava ora la congiunzione colla valle del Chiese verso
occidente, cioé il tronco dal confine della valle di Ledro verso Storo, che fu
costruito nel 1843 con una spesa di fiorini 46,000, sostenuta nel rapporto di
4/10 (18.000) dalla Valle di Ledro e di 6/10 (27.600) dal Comune di Storo.
Non rimaneva da ultimare che la congiunzione verso
oriente col tronco Biacesa-Riva e questo fu il punto più audace ed importante
dell'impresa, che doveva mettere a dura prova la pazienza e la tenacia di Giacomo
Cis. La sua forte tempra, abituata alla lotta, si rinvigoriva all'ergersi
d'un ostacolo; con costanza e fede di apostolo, punto intimidito dalle
difficoltà, volle con lena indomita che l'opera avesse il suo compimento.
Con la parola autorevole persuase, sospinse il popolo e
i maggiorenti, sollecitò l'appoggio di persone influenti, cui lo legavano i
rapporti d'amicizia, chiese e richiese, dimostrandone l'utilità, il concorso e
l'autorizzazione delle autorità tutte.
I riflessi intorno al progetto della strada che andava
predicando sono riassunti nella seguente promemoria, che troviamo scritta di
suo pugno:
I) - «Egli è cosa possibile l'apertura di una strada
dalla Croce del Ponale a Riva mediante un ponte sul fiume o torrente Ponale e
lo scavo attraverso le roccie sopra il lago. Questa strada riuscirebbe lunga
2 miglia e col declivio di circa 4 onde per pertica costerebbe una spesa non
maggiore di 100.000 f.ni di Vienna.
2) - Questa strada sarebbe di un vantaggio
preponderante alla spesa che deve venir incontrata, poiché apporterebbe un
grande utile alla Valle di Ledro ed alla Città di Riva non solo, ma anche al
distretto di Arco, al Comune di Storo ed al Distretto di Condino in generale
ancora. Inoltre apporterebbe qualche utile ai paesi della Valle Sabbia ed a
Bagolino, nonché al Distretto di Vezzano ed alla Città di Trento, per la più
breve comunicazione che darebbe fra Trento e Brescia.
«La Valle di Ledro avrebbe un
risparmio della spesa del battello per il tragitto sul lago per tutti i
passeggieri, per le merci e per gli animali, e per le merci avrebbe un
risparmio, poiché invece di far portare dai muli sulla disastrosa strada dalla
Croce al Porto di Ponale, condurrebbe colle carra la biada, il vino, il fieno
ed altre merci, e risparmierebbe la spesa dello strascico dei legnami.
«Riva avrebbe un maggior commercio di biada, di vino,
e riceverebbe da Ledro con minore spesa il fieno, legna, carbone, patate e
concorrerebbe anche Storo e maggior parte dei paesi del Distretto di Condino a
provvedersi di biada e vino, oltre di che avrebbe un aumento di passeggieri e
di merci di transito, come di sale, di vino, ecc. Anche il legname da fabbrica
della Valle di Ledro passerebbe tutto a Riva. Anche il distretto di Arco
avrebbe oltre il transito di merci e di passeggeri, anche un màggior smercio di
uva e vino e di altri prodotti.
3) - «La spesa potrebbe essere ripartita fra i
distretti di Riva e Val di Ledro, tirando in concorrenza con un decimo almeno
Storo, un decimo il resto del distretto di Condino, un decimo il distretto di
Arco, e con qualche piccola quota la val Sabbia, Bagolino, Vezzàno e Trento.
VaI di Ledro e Riva potrebbero raccogliere alcuni mille fiorini di offerte
spontanee, con una tassa di opinione sopra i maggiori possidenti e trafficanti.
4) - <Per
ammortizzare il debito che le Comuni sarebbero costrette di incontrare sarebbe
opportuna l'attivazione di un dazio stradale, quale se anche venisse stabilito
di due carri (*) per persona, di x io per carro,
X 5 per ogni animale grosso sciolto, e X 3 per ogni vitello, pecora, capra e simili
resterebbe ancora un grandissimo vantaggio e pei viandanti e per le merci,
poichè per la attuale difficoltà del lago e della strada di Ponale, ogni pedone
deve pagare X 3 per il battello, per ogni soma X 3, pèr ogni capo di animali
grossi X 18 e X 18 per ogni carro di legna, sènza contare il ritardo per
attendere i battellanti, e la impossibilità che molte volte si incontra per
vento, ecc.»
(+) Carantano - (X) moneta eqùivalente a circa tre
centesimi.
Quando credette bene di aver infervorati gli animi di tutti,
e di essersi assicurato quei validi appoggi; che riteneva necessari alla buona
riuscita della faccenda, col mezzo dell 'i. r. giudizio distrettuale di Pieve
di Ledro, inalzava domanda all'i. r. capitanato circolare di Rovereto, perché
volesse in dire in Riva una sessione dei delegati di VaI di Ledro, Riva, Storo,
Condino, Arco, Vezzano, Trento allo scopo di studiare, se la costruzione del
tronco progettato Ponale-Riva era possibile tecnicamente.
La domanda era concepita nei termini seguenti:
N.o 340 Strassenbau
All'incilto I.R.
Capitanato Circolare di Rovereto
Niente
havvi per avventura nell'età nostra che maggiormente occupi le menti dei popoli
ed ecciti le cure dei governi chè l'attivazione nei propri territori di
regolari ed agiate strade opportune a stabilire la comunicazione fra paesi, sì
per viste di commercio, sì per comodo degli abitanti.
Questo
generoso spirito d'impresa spiegò segnatamente in questo circolo, in cui può
dirsi di essersi rinvenuto un novello alimento di prosperi successi
nel favore di Codest' lnclita Carica, che si fe' patente
mediatrice de' comuni voti. Sendo ora prossima la costruzione di vari tron chi
di strada sulla linea da Trento a Riva ed a Storo, sembra altamente reclamata
anco la costruzione del tronco di Ponale, che forma l'oggetto del seguente
sommesso rapporto.
È ben lungi il giudizio di dilungarsi d'avvantaggio
sopra i particolari di questo tronco, non parendogli questo il luogo
convenevole all'uopò.
lì vantaggio in
genere che ne ridonderebbe è manifesto, stante la facile comunicazione fra
Trezito e l'Italia e l'aumento notabile del commercìo di transito, per cui
sarebbero elevate non poco le derrate delle singole valli ove la linea è
tracciata.
Questa facile
comunicazione dà propriamente la vita alle valli nello stesso modo che le vene
la danno ad un corpo, ed è sì trito questo principio che torna inutile il dire
d'avvantaggio.
L'umile
infiascritto giudizio null'altro ha di mira, con questo sommesso rapporto, che
di porre sott'occhio il desiderio universale di questa popolazione pella
costruzione di questa strada.
Se all'erezione
dei tronchi già eretti e che or' ora si stanno erigendo nel corso di questa linea non mancò la più felice cura di
codesta Inclita Carica hassi tutto il fondamento da sperare che anche
questo novello tronco prenderà vita sotto sì felici auspici.
Non devono farvi obice gli ostacoli di natura, giacché
se l'umana audacia seppe rendere pieghe-voli al suo volere i due infidi
elementi dell'aria e dell'acqua, saprà ben vincere la durezza di una roccia ed
aprirsi per quella un varco.
Non la vistosa spesa ~ tal uopo necessaria giacché il
peso verrebbe ripartito fra più Distretti, e potrebbesi pei Comuni poveri
ricorrere ad un prestito da pagarsi dopo l'espiro di molti anni.
Vari sono i distretti, che più o meno sperimenterebbero
il vantaggio di quest'opera, che annoverarsi ponno ai seguenti: Condino,
Ledro, Riva, Arco, Vezzano e Trento. Segnatamente a Riva interessar dovrebbe
l'apertura di Ponale, siccome quella che colla strada dell'Ampola è vicina a
perdere quasi per intero il commercio colla Valle di Ledro.
Le Giudicarie sono ormai emancipate e nulla può sperare
dalla costruzione della strada di Ballino, ove i Comuni di Stenico non si
adattino a continuana nel cuore dei loro territori.
A questa meta si giungerebbe facilmente colla
concorrenza di tante forze unite; e col nobile accordo dello spirito
mercantile, col criterio economico, colla diligenza costruttiva e colla
precisione legale d'una decisa discussione, si dovrebbe ottenere il bramato
effetto.
L'umile giudizio sarebbe quindi del sommesso parere,
che venàa fissata i.i qualche luogo centuco, p. e. in Riva, una sessione,
composta da un membro dei Giudizii Distrettuali di Condino, Ledro, Riva, Arco, Vezzano, e del Magistrato
di Trento in concorrenza di vari deputati comunali di ciascun distretto e nella
stessa discutere i seguenti punti:
I. Navvi ostacoli di natura insuperabili pell'erezione
di questo tronco?
Il Quale spesa rendesi necessaria per l'esecuzione?
III. È quest'opera di preponderante vantaggio alla spesa
occorribile?
IV. Come deve la
stessa allibrarsi fra i Distretti interessati?
V. Per qual modo
può questa spesa venire sostenuta a seconda delle forze dei rispettivi Comuni,?
Dall'lmp. R. Giad. Distrettuale
Pieve di Ledro, il 30 gennaio 1843.
SCOPOLI Giud.
Quest'istanza ebbe la risposta troppo eloquente nella
sua laconica semplicità;
N. 1514 Fabbr.220
Ritorni allo scrivente I. R. Giudizio della Valle di Ledro,
onde la riproduca in tempo più opportuno,
non essendo combinabile l’esecuzione di un'opera sì grandiosa colle
forze economiche attuati dei Comuni.
Dall'lmp.
Capitanato Circolare Rovereto, li 9 febbraio 1843.
Firma indecifrabite.
La brutale ripulsa che 50 anni più tardi deve avere
inspirato all'Abate Treuinfels la pretenziosa e ormai famigerata sentenza che
< i Trentini sono gente miserabile e devono andar a piedi» non scoraggiò il
nostro protagonista Giacomo Cis, il qua-le sempre più saldo nella sua idea di
portare a compimento il suo progetto, d'accordo con un comitato di membri
della Vai di Ledro e di Riva, di cui era presidente, rivolse una 1un~ serie di
suppliche alle Autorità Governative e Provinciali ed incominciò un lungo
carteggio con uomini eminenti del Trentino, perché gli dessero mano e cooperassero
presso i fattori competenti, acciò venisse accordata la chiesta autorizzaztone.
Di tutte le lettere di questi personaggi altolocati ne
scegliamo alcune poche, le quali però giovano a dimostrare l'attività febbrile
e fanno risaltare le grandi doti e benemerenze di Giacomo Cis ed il gran conto
in cui era tenuto dai benpensanti di allora.
Lettera del Sig.
Conte MARCO FORMENTI Preg-. Signore,
Come fu vocalmente fra noi concretatò, ho parlato anche
io al Sig. Referente de Luterotti, il quale in prevenzione sapeva da Lei di che
cosa doveva pregarlo ad interessarsi a nostro riguardo.
Lo trovai gentile e bene intenzionato a giovarci.
Ha lodato la strada progettata e l'ha ritrovata utile e
vantaggiosa al commercio. Esso mi ha animato, come diceva aver fatto anche con
Lei, a voluto innalzare una supplica alla Provincia col mezzo del Capitanato,
affinché fosse nel futuro Congresso Provinciale presa in considerazione una tal
opera, facendo rilevare i vantaggi che ne ridonderebbero alle Comuni in
particolare ed alla Provincia in generale. Esso mi disse che avrebbe appoggiato
I' affare, e si lusingava che dalla Provincia verrebbe dato un sussidio non
già in denaro, perché per cinque anni tutti i fondi provinciali sono
preliminati, ma avrebbe garantito gli interessi di un mutuo che si facesse. Lo
interrogai se sarebbe stato pagato anche il capitale, esso mi rispose che non
può dare una risposta positiva, ma che sarebbe questo possibile.
Interesso ora il di Lei zelo patrio, la di Lei filantropia
e la sua attività a volersi occupare col
massimo fervore, affinché le Comuni di Ledro tutte e
quella di Storo innalzino una supplica su questo importante affare, e fra gli
altri punti essenziali da battere, mi sembra essenziale dimostrare i vantaggi
del Commercio che avrebbe la Provincia per esser questa la miglior
comunicazione di terra fra il Tirolo e la Lombardia, che questa spesa sarebbe
opera di giustizia, e qui dimostrare che la provincia risquote una
vistosissima somma dalla imposta dei grani, che questa è pagata la massima
parte dai paesi di monte, i quali sono quelli che producono poco grano, che il
reddito fu destinato a vantaggio delle strade, essere giustizia quindi che venga
impiegato a sollievo anche di quelli che più pagano e di quelli che più ne
abbisognano, quali sono le popolazioni di monte, perché queste e' pagano
l'imposta perché prive di grano e pagano per esser prive di strade di
comunicazione, in modo che queste popolazioni sono doppiamente caricate e pei
dazio e per la spesa di trasporto. Si deve chiedere che la Provincia voglia
sussidiare a far questa strada, in quel modo che crederà conveniente ai
bisogni di queste popolazioni affievolite e consunte per le spese fatte per la
costruzione della strada interna della Valle, la qual, strada riuscirebbe
inutile ed improficua se non si desse mano al compimento dell'opera col fare
quella da Riva alla croce di Ponale, la quale mette in comunicazione il Tirolo
colla Lombardia. Si deve accennare l'altro vantaggio che ne risentirebbe la
Provincia, potendosi Sopprimere la spesa deI dazzio di Ponale, o almeno
lasciandolo sorvegliato da un solo guardiano.
Una tal supplica potrebbe essere raccomandata dal
Deputato Provinciale di Ledro, e cosi quella del Comune di Storo. Dal canto mio
tosto che saprò esser stata presentata tale supplica, ne presenterò una
eguale per lo stesso oggetto e la raccomanderò al Deputato Provinciale Conte
Giovanelli, che è quello di Riva, ed ai Deputati di Arco, i quali sono pure
interessati per questa strada. Mi raccomando al di Lei zelo e buon volere,
perché ora é tempo di dar fuoco con sollecitudine a tutte le mine se si vuoI
vederne presto tin buon effetto.
Riva, 29 ottobre !~44.
Devotissimo obbtigat servitore
MARCO FORMENTI
Lettera del Signor ZACCARIA SARTORI
Consigliere aulico di Verona
Egregio signore,
In risposta di quanto mi partecipaste con la
gradita vostra 30 marzo relativamente all'affare della strada ho scritto
direttamente al Referente generale Luterotti una lettera di cui a vostra
notizia, vi acchiudo copia. La mia raccomandazione, come vedrete, é concepita
in termini generati, non avendo dati e fatti specifici in cui particolarmente
soffermarmi. Ma se credete che possa giovare, e lo desiderate, non avete che a
informarmi un po' in dettaglio dei punti che maggiormente interessano, nel
senso e scopo specialmente di togliere gli Ostacoli che per avventura si
facessero sorgere, comunicandomi se vi pare, copia anche della supplica che
sarà presentata9 dopo di ché non mancherò per parte mia di smuovere
e con calore le istanze La cosa mi pare veramente di tutta giustizia cono
scendo gli elementi con cui è costituito il fondo stradale, e la società
provinciale sarebbe troppo leonina qualora quei membri di là fuori volessero
tutto applicarlo a proprio comodo senza dar nulla agli altri...
(La lettera continua trattando argomenti privati)
Segue la copia della lettera
diretta al Referente LUTEROTTI
Carissimo Amico,
Non istupire se vedi miei caratteri
dopo il volgere di anni e lustri di silenzio e di separazione. Mi trovo ora nel
caso di ricorrere all'antica e radicata amicizia tua per un oggetto, che come
credo non ti sarà nuovo. e che, anche non raccomandato, da sè si raccomanda.
Tratto del progetto della nuova strada che si pensa di aprire fra Riva e la
Valle dì Ledro mia patria. La questione se è come suoi dirsi di vita o morte
per quest'ultima e d'un immediato ed eminente interesse pei confinanti
distretti, abbraccia pur viste d'un interesse più esteso e generale, giacché il
progettato é l'unico e breve, ma costoso tronco di strada che ancora rimane
per congiungere nella direzione ad un tempo più meridionale più breve più
comoda e più bella la grande linea di comunicazione dal Tirolo e dalla
Valsugana con la Lombardia. Sento che da parte dei distretti più interessati verrà
rassegnata, se già noI fu, all'Autorità Provinciale, supplica per ottenere un
sussidio per la spesa da incontrarsi
nell'esecuzione del contemplato lavoro, nè quelle buone e brave popolazioni,
che tanto ed il più ban fatto con mezzi propri e dispendi veramente enormi, in
relazione alle proprie forze, debbo io essere abbandonate ora che invocallo
assistenza per quello che ancora manca al compimento della importante impresa,
e così a raggiungere lo scopo degli sforzi finora sostenuti. So che il tuo voto
è bene inteso ed influenza nelle deliberazioni provinciali, e meritamente,
siccome quello dell'uomo, qual tu sei intelligente e giusto. lo non mi diffondo
in maggiori dettagli sull'argomento, perché ne sarai d'altronde pienamente
informato; ti prego però vivamente a
volerlo considerare con quell'impegno ed interessamento che esso reclama,
affinché le preci delle popolazioni supplicanti che a me
sembrano fondate e ragionevoli, vengano dal Congresso degli Stati
favorevolmente accolte. In retribuzione a tanto bene io non posso offrirti che la rissicurazione della riconòscenza
popolare e mia propria, ed insieme il mio buon volere di servirti ad ogni
incontro), che ti si presentasse e piacesse di comandarmi. Mi obbligherai poi
grandemente se vorrai prenderti il disturbo di farmi a suo tempo sapere
qualche cosa dell'esito di una vertenza che anche personalmente mi interessa
moltissimo. Frattanto ecc. ecc.
Lettera del BARONE TRENTINI
al Sig. CONtE FORMENTI di Riva
Stimatissimo Signor Conte
Trento, li 22 maggio ~845
conseguentemente all'abbassatomi decreto di 'nomina con
cui venni onorato dell'incarico di rappresentare al Congresso provinciale le
due Città di Trento e Riva, io mi portai ad lnnsbruck, da dove ritornato solamente
ieri dì, mi faccio primo dovere di riscontrare il di lei foglio degli 8. Lo
avrei già fatto da là, ma siccome la risoluzione finale, relativa al progetto
per la nuova strada per Ponale, venne solamente presa nella penultima seduta,
così per mancanza di tempo in quegli ultimi dì, anteposi di notificargliene Io
stato di qui.
Il progetto non venne bene sentito dal Congresso, ed
il voto universale sì era che tale pro-posta venisse per la provincia rigettata
siccome linea ormài inutile, perché parallela alla nuova delle Giudicarie, ed
a quella che con tanta velocità ed ottimo risultato, solcano continuamente i
Vapori del lago di Garda.
Sull'istanza però del dottor Marchetti e mia si venne
al seguente conchiuso: con cui venne riservato al congresso 1846 il giudizio
sul merito di quella strada,' ed il
conseguente eventuale sussidio della Provincia, quando i ricorrenti ne avranno
riprodotto le traccie e la linea chiaramente disegnata e descritta ed
accompagnata dal relativo abbisogno,
estremi senza dei quali il Congresso 'non può con cognizione em2ttere il
proprio Con-chiuso in Argomento. Eccole Signor Conte come la cosa si stà: Ella
ed i signori che sono alla testa di sì bel progetto 'potranno ora prendere in
proposito quele misure che creeranno opportune, mentre io, tutto pronto ove
lo possa, in questa od altra occasione prestare loro la mia servitù passo con
tutto rispetto a dirmi
Dell'liLmo e Nobil.mo Signor Conte Umil.mo e Dev.mo
Servo
CRISTOFORO
BARONE TRENTINI
Lettera
del signor
CONTE
LOTARIO TERLAGO
Pregiatissimo
Signore,
mi riuscì oltre modo gradito il foglio del 24 giugno p.
p. che si compiacque d'inviarmi dalla Valle a me sì cara, e che tanto
bramerei di sentire anche felice. Lo sviluppo della naturale sua ricchezza è l'unico
mezzo per condurla a tal meta, e per ciò conseguire il primo gradino è la sua
comunicazione facile e sempre aperta che procurarle si deve. Molto fu
operato, ed or non si tratta che di ultimar l'opera con un lavoro egualmente
grandioso clic importante. Qùanto Ella mi manifestò in questo proposito mi
sorprese, e non so ben comprendere qual ne sia la causa movente. La base della concorrenza fu posta, il
progetto fu esteso con arte e diligenza, e egli non sa che non vi si può dar
mano se non si conoscono i tondi, coi quali abbiasi a far fronte alla spesa.
Quantunque lontano, io vivo nel e nostre patrie valli,
e ne prendo il più vivo Interessamento; non occorre perciò ch'io L'assicuri che
per quanto sta in me procurerò certo di cooperare al ben essere di quelle
popolazioni ed in ispecie all'ultimazione di quest'opera col rimuovere gli
ostacoli, che venissero frapposti. Ella intanto non si stanchi e seguendo il saggio detto: «pulsate et
aperietur vobis'» non perdi un momento di vista il corso di quest'affare, e
vedrà in fine coronate del più felice successo le sue premure e fatiche. L'intera
valle non solo, ma anche le limitrofe, Le saranno grate e riconoscenti,
e così pure il novello
Signor Capitano vorrà assisterLa certamente in sì gloriosa impresa.
Mi farà particolar piacere il sentire ulteriori Sue
nuove, ed intanto aggradisca le assicurazioni della particolare e distinta mia
stima con cui ho l'onore di essere
Hilzing presso Vienna, li 19 luglio 1846.
Suo dev.mo servidore
LOTARIO Co: TERLAGO
r)alle
lettere che abbiamo pubblicato emerge
chiaramente che i ben pensanti d'allora riconoscevano la grande importanza
commerciale che avrebbe apportato la strada, e risulta che sàrebbe stata opera
di giustizia una congrua concorrenza da parte della Provincia, da quella
Provincia che riscuoteva una vistosissima somma dell' imposta sui grani. Anzi
quest'imposta che veniva pagata in massima parte dai paesi di montagna, che
producono poco grano, doveva giusta desiderio sovrano venire erogata a
sollievo di quelli che più pagano e che risentono anche maggior bisogno di
strade di comunicazione. Per la Valle di Ledro, che aveva fatto tanti
sacrifici, costruendo a proprie spese le strade nell'interno della Valle, era
questione di vi-tale importanza la esecuzione del tronco Biacesa Riva.
Ma anche in quei tempi i nostri vicini fratelli
Tirolesi (precisamente come ai dì nostri) la pensavano ben diversamente: la
porzione leonina sempre per loro ; i bilanci provinciali sempre impegnati per
qualche anno in loro favore; sempre qualche scusa pronta per rigettare le
modeste nostre 'domande come inopportune, di difficile attuazione, non ancora
bene studiate, inutili, non rentabili, e, manco dirlo, impossibili per la
sempre de-cantata e magnificata miseria nostra.
Di fronte a tutte le difficoltà vere dell' opera
grandiosa e di quelle inventate e create ad arte per ostacolare la geniale
impresa, Giacomo Cis soffre, ma non si stanca, e lavora con lena più
assidua. Conta ormai 64 anni, e incomincia a sentirsi malandato in salute, al
che vi contribuirono certo oltre i disagi della sua vita avventurosa, anche i
grandi dispiaceri che ebbe a soffrire specialmente da parte di coloro che
osteggiavano a tutta possa il suo ardito' progetto (a Riva non erano pochi).
* *
Fortunatamente ai primi di aprile dell'anno seguente
1847 capitava a Riva 5. E. il Governatore, il quale attraversando la Valle, in
partenza dalle Giudicarie a Storo, venne fatto segno a grandi ovazioni e
festeggiamcnti da parte della popolazione tutta, la quale ormai tutto si
sperava dalla favorevole raccomandazìone di quell'illustre personaggio.
Sugli archi trionfali innalzati per ricevere degnamente
5. E. vi erano delle scritte allusive, fra le quali ricordiamo le seguenti
Sull'arco in Ampola:
INGREDERE
CLEMENS
PER FACTAM VIAM
ET PROSPERUM HABEAS TTER
Su quello di Pieve di Ledro:
BENEFACTORI VERE
CLEMENTI PLEBS GRATA
Su quello al Ponte di Porcile:
QUI MULTA PRIESTITISTI
OPUS CORONA
RUMPE RUPEM
5. E. veniva
ospitata ed alloggiata nella casa di Giacomo Cis in Bezzecca, ed in
quest'occasione le veniva porta l'istanza, che forse fu quella che decise le
sorti della strada e che qui trascriviamo.
ISTANZA
dei Presidente Giacomo Cis
Eccellenza,
«Nell'atto
che V. E. onora questa nostra Città della di lei presenza, ogni ceto di persone
è com-presa della maggior gratitudine pensando che spetta solo a V. E. di
esaminare da vicino i nuovi rapporti ed i mezzi di prosperità di cui sono
suscettibili i diversi paesi affidati alle provvide cure di V. E.
«Uno dei
più importanti oggetti che reclama la sollecitudine ed benessere della nostra città e dei limitrofi
paesi è l'apertura della strada che da Ledro conduce a Riva.
«lì
compimento della predetta strada compenserà i forti sacrifizi fatti da quella
Valle, e nell'atto che schiuderà alla città di Riva una nuova fonte di
prosperità commerciale, si dovrà mediante il compimento di tale opera vedere
assicurato un nuovo utile alla strada delle Marocche, che presenterà in tal
modo la più sollecita comunicazione fra il Tirolo e le provincie Lombarde.
« Un’
opera che concilia sì importanti interessi non può a meno di ottenere
l'approvazione delle Autorità Superiori e V. E. si degnò di accogliere in
Trento la proposta da noi fatta con quella bontà ed incoraggiamento che non
vanno disgiunti da chi è penetrato dalle alte viste di pubblica utilità.
«Ora
pende la finale approvazione di tale o pera dalla decisione dei superiori
Dicasteri, essendo stata anche da noi a tale uopo umiliata una supplica
all'Inclita Attività Provinciale.«Affidati ai sommi lumi di V. E. nonchè al vero
amore per la giustizia, che Vi distingue, noi ci prendiamo la libertà di
rappresentare a V. E. quanto ci stia a cuore la più sollecita esecuzione di
un'opera, che posta sotto la valida ed alta protezione Vostra, non potrà a
meno di divenire quanto prima una verità.
«Abbiamo l'onore di rassegnarci colla più profonda
stima e venerazione.
8 aprile 1847.
Di Vostra Eccellenza
il Presidente
GIACOMO CIS
Finalmente
al 14 luglio dello stesso anno preannunziata da una lettera gentilissima
dell'ingegner Giovanni Piva, estensore tecnico del progetto, arrivava a
Giacomo Cis la seguente
D.E C I S I O N E
7688/753
L'imp. Reg.
CAPITÀNATO CIRCOLARE
in
ROVERETO
AlI’Inip. R. Gùidizio Distrettuale
di Valle di Ledro
Intorno al progetto d'una strada carreggiabile da Riva nella
Valle di Ledro. l'Eccelsa I. R. Cancelleria Aulica ha con decreto dei 25 p. p.
Giugno N. 18496 rilasciato le seguenti superiori determinazioni:
<Sebbene i Comuni concorrenti alla spesa non abbiano
degli avanzi, e debbano per sostenerla ricorrere a mezzi straordinari, ciò non
pertanto il Dicastero Aulico considerando il generale desiderio di quei
Comuni, e non dubitando punto della utilità della progettata strada non vuoI
opporsi a sì plausibile impresa spalleggiata dal voto concordante di tutte le
autorità>.
In quanto all'esecuzione del lavorò osservasi ci9 che
segue
Il progetto tecnico dell'I. R. Ingegnere Aggiunto Piva
essendo, secondo il giudizio delle Autorità tecniche, ben ponderato ed esteso
in modo confacente, viene approvato nel rettificato importo di fiorini
89813,13 V. V. manifestando all'estensore la soddisfazione del Dicastero
Aulico.
Anche per ciò che concerne il modo di coprire la
spesa, approvasi in generale la fatta proposta, soltanto la divisata
attivazione d'un appalto delle carni e della birra nella città di Riva non può
essere placidata, rimettendo alle Autorità di provvedere ad altri mezzi.
Siccome poi l'impresa sembra offrire dei vantaggi non
meramente locali, ma d'un interesse
Più generale, così si stimerebbe cosa conveniente di
prendere concerto cogli Stati Provinciali, invitandoli a valersi del fondo del
dazio sui grani per sollevare i Comuni contribuenti, sia con un'effettiva
contribuzione sia coll'anticipare ai medesimi una parte della Spesa.
Il dimandato pedaggio alla proposta tariffa vie-ne
accordato per la durata di anni 25, comincian do dall' epoca in cui la nuova
strada verrà aperta al pubblico passaggio.
In quanto poi alla domandata concessione di 400
centinaia di polvere da mine a prezzo limitato, la Deputazione stradale dovrà
presentare separata supplica.
Il Capitanato si
affretta di partecipare questa superiore
determinazione abbassata con
decreto Governativo N. 16515 degli 8 corr. a cod. I .R. Giudizio incarìcandolo
d'intimarla ai Comuni del proprio distretto, invitandoli a sollecitare la
verifi cazione dei fondi destinati per l'impresa in discorso.
Intanto il Capitanato, comunicando la surriferita
Superiore determinazione alla Deputazione stradale, ha invitato quest'ultima a
preparare la supplica per la concessione a prezzo limitato della polvere da
mine, ed a rassegnare le proposte atte a promuovere la pronta esecuzione
dell'opera.
L'Imp. R. Ingegnere Aggiunto sta occupando si
coll'estensione della descrizione dei lavori e Capitolato d'asta,
l'approvazione de' quali l'Eccelso I R. Governo ebbe a riservarsi espressamenta
Osservasi in fine, che l'Eccelso I R. Governo, avute le
necessarié informazioni sulla verificazione dei fondi all'nopo destinati, si
rivolgerà all'Attività provinciale per il sussidio a carico del fondo del dazio
sui grani, con cui gli stati provinciali a senso della suindicata osservazione
dell'Aulico Dicastero, dovrebbero concorrere Per agevolare a sollievo dei
Comuni dei distretti di Riva e della Valle di Ledro l'esecuzione dell'opera.
Rovereto, li 14 luglio 1847
KEMPTEN
Non descriviamo la gioia destata in tutta la
Popolazione di Ledro all'annuncio dell'accordata concessione, ed i Capi comuni
riunitisi Senza tergiversazione alcuna firmarono l'atto di cui diamo copia.
ATTO
Nella Cancelleria
Giudiziale di Pieve
Li 6 agosto 1847.
A vanti:
L'I. R. GIUDICE SS D r SCOPOLI
M. A. LEONARDI All.
Prestenti
I CAPI COMUNI
DEL DISIR.
Vennero chiamati i Capi Comuni del distretto per far loro
conoscere il tenore del ven. Cap. decretata 14 luglio p. p. N 7688/753 Fabbr.
relativo all'approvazione da parte dell'Eccelsa i R. Cancelleria Aulica del
progetto di un'a strada carreggiabile da Riva alla Val di Ledro, ed essendo
comparsi, e nel mentre che venne loro fatta conoscere qaest'aggradevolissima
approvazione colla lettura del sullodato Cap.
decreto, vennero eccitati a sollecitare la
verificazione dei fondi destinati per l'impresa in discorso. Su di che
dichiararono tatti di aver sentita colla mas. sima loro soddisfazione tale
approvazione! e di essere gratissimi alle superiorità per l'interessamento
presosi per avere spalleggiata questa si utile im -presa. Indi dichiararono, in
quanto ai fondi di aver già rassegnate le relative dimande pella verificazione
dei medesimi parte delle quali vennero già anche all’Inclinta carica accòlte.
Fanno osservare in proposito ai fondi essere di avviso
per l’interesse dei Comuni per la vendita dei prodotti boscherecci di non passare
tutti in una voIta alla vendita dei medesimi, ma per turno fra i Comuni,
Oppure per ogni Comune in piccola quantità. Su di che si riservano di stabilire
meglio il modo di rendita a suo tempo.
Preletto venne concordemente da tutti sottoscritta.
BONDI, deputato - BARONI, capo Comune - M.
A. BONDI, deputato di Pieve - FERRARI, capo Comune -
ZENDRI, capo Comune - PIVA, C. Comune - RISAlTI, C. Comune - MICHELETTI, C.
Comune - MAFFEI, capo Comune ½ RIBAGA, deputato di Tiarno di Sopra - COLOTTA,
capo Comune SARTORI, capo Comune.
SCOPOLI M. A. LEONARDI
Coll'autorizzazione
dell'Ecc. I R. Cancelleria Aulica e coll'obbligo assuntosi dai Comuni di Ledro
un passo importante e decisivo era fatto, e si poteva dire d'essere ormai a
cavallo; non mancava
011 che, dir 'nano alla
esecuzione. Non occorrerebbe il rilevarlo, ma lo ripetiamo per l'ultima volta
che dalla Provincia non si ottenne il più piccolo contrib9to.
Invano il Dicastero Aulico raccomandava, visto
l'interesse generale dell'opera, di mettere a contributo a sollievo dei poveri
Comuni il fondo ricavato dal Dazio sui grani: i nostri fratelli Tirolesi non
ci sentivano da quell'orecchio, e purtroppo, pare che tale difetto persista
sempre, e sia affatto 1ncurabìle. Ma non occupiamoci più di costoro.
Per dimostrare però che tutte le difficoltà non erano
ancor tolte, pubblichiamo un'altra lettera del Signor Co: Marco Formenti e una
del Signor Cav.
V.Lutti.
Lettera dei Signor CONTE MARCO FORMENTI
Gentilissimo e Preg. Signore.
ho ricevuto le carte di Lei e dai altri Signori
Deputati firmate relative al
conseguimento della polvere (la mina. Sono stato in qualche dubbi0 sul
partito da prendere, cioè se si dovesse farne tosto la presentazione o
ritardarla. lì pensiero di chiedere gratis la polvere non mi finiva, perchè si
co
minciava tosto a fare una esigenza verso l'erario, e si
dà motivo di scontento alle Autorità e male se le ricambia sul favore di averci
impartita una così ampia approvazione per la quàle' dobbiamo di-mostrarci anzi
grati e riconoscenti. Dall'altro lato è necessario il sollecitare tutto quello
che tende al conseguimento del nostro scopo. Perciò 'urge avere la
conc'essione della polvere da mina al più presto, onde annettere il
quantitativo concesso nel capitolato d'asta, affinché se ne pòssa fare il
conveniente ribasso sul prezzo preventivato.
Vi è un altro riflesso che con la presentazione della
nota supplica al Giudizio di Riva, veniva questo, nel doverla accompagnare a
tompromettersi e a guarentire da una possibile reazione, che vo-lesse in
seguito fare il Magistrato di 'Riva, essendo il Giudizio impegnato a sostenere
e a supplire ai fondi mancanti per Riva.
A presentare la detta 'supplica mi ostava il pensiero da V. 5. esternatomi, perchè fosse trattenuta per consultare con
5. E. il Conte Governatore. in tale dubbio ho pensato di tasteggiare il Sig.
Giudice di Riva, e facendòlo entrare nel-le mie viste ho concertato con esso
di presentare le suppliche, e che le
inoltrasse all'I R- Governo nel modo più favorevole, come so di già ha fatto e
che proponesse la precisa via, e>che il Sig. Capitano al pass~ggio di 5. E.
il Governatore parlasse allo stesso, se si può ottenere si o no la pole vere
gratuitamente.
Nel caso affermativo il signor Capitano inoltrerà
tutte due le suppliche al Governo, in caso contrario inoltrerà solo quella per
avere la polvere a prezzo limitato. Mi sono indotto a farne la presentazione
anche pel riflesso, che il Giudice di Ri. va lunedi prossimo parte per Primiero'
e sta assente da oltre 20 giorni, perciò non si trova nemmeno presente al
passaggio di 5. E. il Governatore, e mi pare che andrà bene aversì così al
Circolo una nuova adesione ed impegno del Capo politico del distretto per
questa strada. Se poi si avesse voluto attendere il ritorno del Giudice
allapresentazione si perdeva un mese di tempo, che éora t'rezioso onde'aver sollecito il' riscontro. Mi sembra che
così facendo si ha accontentato anche il signor Cav Lutti, come lo ha espresso
nella lettera a me diretta. Per tutti questi riflessi mi lusingo che il~mio operato abbia da
incontrare ladi Lei approvazione. Il signor Cav. Lutti gli deve aver spedito i
suoi rimarchi sul capitolato d'incanto, almen così fu fatto sapere. Ora
occorre abbinare assienie tali nozioni e prontamente consegnarle al signor
Ing. Piva' affinché estenda il capitolato d'asta, e descrìzi6ne 'dei valori per
spingere innanzi più che 'sia possibile l'esecuzione, e prevenire ogni
ostacolo. che il mal animo di Certi invidiosi di Riva, fa contro
questa opera. Gipierà che S. V.
si
presenti a 5. E. il Oovernatore assieiùe ai Deputati di costi e dai Capi
Comuni, Tingratiandolo del suo patrocinio e favore, pregandolo del suo energico interessamento, affinchè la
Provincia abbia da supplire con conveniente sussidio alla spesa di questa
strada, la quale come è da prevedersi avrà delle rilevanti spese addi7ionali,
alle quali i Comuni non saprebbere conie provvedere.
Prego di fare, come dice bene il signor Ing. Piva, ogni
solenne dimostrazione, per dimostrare l'aggradimento delle popolazioni per tale
superiore concessione. In questo modo facendo si impegna anche Riva a fare
altrettanto. In caso poi che questa città nulla facesse, ciò che non suppongo,
ne risalterebbe più il mal'umore a carico non già della popolazione di Riva, ma
di un partito; come
E dell'attuale personale del Magistrato, che si fa
contrario per egoismo, e questo sopra di sè solo assumerebbe l'odiosità di
tale procedere. Non ho altro da aggiungere, se non raccomandarLe la
continuazione di suo sperimentato zelo e sollecitudine. Solleciti
possibilmente l'esecuzione, al quale effetto gioverà che si combini con il sig.
lng. Piva onde al più presto dia termine al suo nuovo la-, voro e presentazione
di quello alla Daputazione onde un'opera cosi bella sia finalmente avverata.
Riva, 5 agosto 1847.
Devotissinio
obt servitore
MARCO
FORMENTì
* *
Leliera del sigitor CAV.V
LUTTI
Stimatissimo Signore ed amico,
Fui deluso nella speranza di poterlo riverire a Riva
e sentire a voce le notizie di cui mi fu cortese il gentile di Lei foglio, al
quale mi sarei fatto un dovere dì tosto rispondere, se la gonfiezza di una
guancia non mi permetteva di poter stabilire a quale epoca avrei potuto
intervenirealla sessione ch'Ella avrebbe convocato costi pel noto oggetto.
Stando ora assai meglio, io dipenderò ora dai di Lei ordini e dalla chiamata
'che sarà per fare e prferibìlmente dal 16 al 20 corr. a di Lei piacere. Va
bene che finchè ferve tanto favore per la bella nostra opera, si debba
approfittarne per ottenere dalle Autorità Superiori colla scorta
4e11'ot-tenuto decreto, tanto l'assicurazione 'di un certo sussidiò, quànto
l'approvazione di quei fondi che ci pongano in grado di dar principio sollecito
alla nostra impresa. Ho sentito con piacere ' che 5. E. ha avuto ricetto
nell'ospitale di Lei casa, e mensa, alla quale avrei voluto io pure
assistere per fare un brindisi
all'opera della strada che sarà monumento perenne di utilità e di gloria per
Lei, che ne ha ideato l'ardito progetto, e per 5. E. che l'ha sanzionato colla
sua approvazione. La prego dei doveri di mia moglie e della mia famiglia
perl'ottima di Lei Signora, e di credertini quale mi raffermo con pienezza di
stima.
Campo, li 8 settembre 1847.
Dev.mo servo ed amico
V. LUTTI
*
Urge abbreviare: diremo in
poche parole che 1 'esecuzione della strada veniva affidata a Gio. Maria
Pialorsi di Vestone, col quale veniva stipulato un contratto di pagargli
l'importo preveutivato in fiorini 111.300 V. V. in (11) undici rate eguali, e
nello s,pazio di 26 mesi, tempo previsto occorribile per portare a cqmplmento
l'opera.lì Pialorsì incomincia i lavori col Io febbraio del 48, ma avvergono i moti di guerra ed i lavori sono
sospesi. lì Pialorsi si dimentica di ricominciare i lavori posteriormente,
tanto che i membri del Comitato, Giacomo Cis e Bernar4o Degiacomi, in data 13
dkembre 1848, si trovano costretti ad impetirlo giudizialryente <a scarico
di, ogni responsabilità 'ed a br giustifica per la indignazione della
popol'azi'one, la quale '1eggendo arenata tale opera, venàono essi tacciati di
indolenti e di inerzia nel loro operato».
Il Pialorsi riprende i lavori che continuano ora
febb rilmente ; Giacomo Cis anticipa più volte i denari
che non ci sono nelle casse comunali. Ma Giacomo Cis è sempre più malandato in
salute, e come ci è dato di rilevare dalle tante lettere che gli pervenivano da
ogni parte del Trentino, le qua-li tutte facevano voti per la pronta guarigione
del bravo uomo, e perchè fosse conservata la preziosa esistenza di lui.
Nell'agosto del 49 risente un'altra terribile e
dolorosa scossa per la morte della moglie sua Con. tessa dei Pompeati.
Intanto i lavori della strada erano già progre~ ditì a
tal punto, che Giacomo Cis, che giustamente si voleva fosse il primo a
percorrerla in carrozza, nell'autunno del 50 potè passarla parte in carrozza
e parte a piedi.
E quando si stava per dare gli ulÙmi colpi di piccone e
la bella riuscita dell'opera avrebbe per un momento reso felice e contento chi
tanto fece ed operò per essa, Giacomo Cis muore improvvisamente a Riva
il giorno 3 gennaio 1851.
Non è compito nostro il tessere un lungo e logio
dell'uomo benemerito, che sortito da umili natali, seppe assurgere a tanta
altezza, da meritarsi e godere l'amicizia e l'estimazione degli uomini dotti e
grandi d'allora e la venerazione 4e1 popolo tutto.
E che Giacomo che fosse l'uomo grande e Stimato
lo desumiamo dal Lungo carteggio avuto cpu gli uomini dotti 4'allora
dal Trentino e dal di fuori.
Già nell'anno '35 il D.r
Bartolomeo Canoni 'di Ledro, distinto medico, che doveva poi riuscire
Beneinerito dèlla Valle natia, colto Scoprire e perfezionare il metodo di ricavare
lidIle patrie Dolomiti il Carbonato di Magnesia, (industria sempre fiorente
della Valle di Ledro) gli dedicava la sua Dissertatio incugur0115
pro 'Laurea colle seguenti parole:
VIRO ILLUSTRI ALEUTRÈNSI - IACOPO
ClS - RERUM PATRI]£ PUBLICARUM -STRENUO PROMOTORI - ANIMI
MAGNITU. -
DINE ET
SUAVlTATE~INGENlIPRN~AN.
TIA - NULLi SECUNDO - HOC PRIMUM
STUDIQRUM SPECIMEN - BARTOLOMJEUS
CASSONI - GRATISSIMUS - ~. D.
* *
Anche un Conte dei Castelbarco in data 6 dicembre
1850, gli dedica un sonetto che pubblichiamo, ritenendolo inedito:
AI
Signor GIACOMO CiS (Sonetto)
Lò dove l'uomo non
possibii gùira
Aprirsi un calle angusto
in /ra i dirupi
Giganteggiando
alte scoscese rupi,
Che del Benaco fan l'onda oscura, Umano
ardire disarmò na/gra
Ed in que' seni disastrosi
e cupi
ignoti ai capr4 ai daini,
agli orsi, ai lup4 Giò imprime orma destrier, solco vettura,
Ma
prodigio maggior è Il comun voto
Nel consiglio di molli
onde I» vinto
Scoglio morai che toglie
vita al moto;
E tal merto o Signor fu da
te attinto Nel tuo forte voler a tutti notò
Che l'ardua impresa a
lieto fine ha spinto,
Loppio, 6 dicembre 1850. L'ammiratore Cesare di Casteibarco
*
* *
Giacomo Cis vQlle,
fortemente volle,vollesempre> ed addimostrò una volta di più che volere
e' potere, e che invano l'opera degli invidiosi, dei malevoli, degli
Oppositori interessati, rattiene chi va dritto per le sua via. Insegnamento
grave per noi e monito fecondo di immancabile riuscitat in questi momenti di
lotta se persevereremo costanti.
*
* *
Non ci occuperemo nemmeno del come ha disposto del suo
vistoso patrimonio, beneficando largamente, La memoria di Giacomo Cis vive
e vivrà nei secoli nel grato affetto della popolazione di VaI di Ledro, e
durerà più del marmo scolpito nella'
strada deI, Ponale, che porta l'epigrafe dettata dal venerando ed ancor 'vivente
dottor Antonio Baruffaldi.
Poco dopo la morte di Giacomo Cis la strada è
ultimata ed aperta al pubblico. Quest'ultimo tratto costò fiorini 185000, dei
quali due terzi (124000 circa) li paga la Valle di Ledro, come pure, sempre la
Valle di Ledro, paga altri 18000 per le strade di comunicazione col paese di
Pre e per quella colla valle del Concei. E se a queste somme aggiungiamo gli
80000 fiorini gia spesi per la costruzione del le strade d'allacciamento
nell'interno della, valle, non sappiamo se dobbiamo più restarcene
meravigliati dell'opera grande compiuta dalla miseria dei comuni, o meglio
'ammirare l'audacia e lo spirito infraprendeute dei padri nostri.
* *
Noi: ispendiamo parole sùll'incremento posteriore
della Valle di Ledro; ci permettiamo però di far rilevare che a Tiarno di Sotto
prima dcl '50 le pianté a scelta in locautà comode si vendevano al prezzo medio
di tre zvanziche l'una; dai registri della segheria di Cis Giacomo eLorenzo
risulta che nel 1831 sono state comperate 500 piante di lance ed abete al
prezzo di fiorini abusivi 2 l'una, poste franche alla sega Cis a
Pinabèl; dai registri c'ella segheria del signor Oradini appare che prima dell'apertura
delle strade nell'interno dell4 valle
le piante valevano f.ni 1,50-2 al mì3, e la legna cedua un soldo il
peso nel nionte.
Ognuno sa che ora le piante vengono pagate Lui 9 - 10
per ni.3. I prodotti boschivi del Comune del Concei negli anni '45 - '50
diedero in media fni 2700 annucilmente: nel periodo '95 - '900 Lui 22700 annualmente.
- Ora la valle
vicne percorsa dalle messaggierie 4 volte al giorno: funziona il telegrafo da
alcuni anni, e molti forestieri vengono a contemplarvi le vergini bellezze o
a trovare ristoro nei momenti della caldura.